EVENtualMENTE

Un libro che è una POESIA | marzo 24, 2011

Il commento di un’insegnante su “La leggenda di Zillone”

SANSEPOLCRO – Un libro che è una POESIA. Trascina da subito il lettore dentro la storia, attraverso immagini raccontate con tale dovizia di particolari da farcela vivere.

Le parole diventano fotografia, colore e musica e tutto diventa azione. Sembra di accompagnarlo “il piccolo Grande Zillone” con quella sua valigia piena di sogni e di valori. Si gioisce con lui, ci si commuove con lui… e sicuramente si tifa per lui.

Questo hai saputo fare Monia: farci amare, dalla prima all’ultima pagina, il nostro Campione. BRAVA.

Maestra Clara G. (Elementari De Amicis)


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    LO SCOPO DI UNO SCRITTORE

    L'arte narrativa si può praticarla in qualsiasi modo, purchè si ottenga lo scopo essenziale di interessare. (..) La stanca gente che lavora o l'ancor più stanca gente che non fa niente si rivolge allo scrittore chiedendogli di essere distratta dai propri pensieri e dalla propria routine. (...) La vita di uno scrittore ha i suoi guai, ma egli può però in cambio sperare di aver raggiunto, se solo riesce ad interessare i suoi lettori, lo scopo principale di un uomo: lasciare gli altri uomini un poco più felici di come li ha trovati. (ARTHUR CONAN DOYLE)
    «Non avevano nient'altro da dirsi? I loro occhi, però, traboccavano di parole più gravi. Mentre si sforzavano di trovare frasi banali, si sentivano riempire tutti e due da uno stesso languore. Era come un mormorio dell'anima, profondo, continuo, che l'aveva vinta sulla voce. Stupiti da questo nuovo, soave sentimento, non pensavano neppure a spiegarne il senso, a scoprirne la causa. Le felicità future, come le rive dei tropici, proiettavano, sulla immensità che le precede, il loro molle sentore come una brezza profumata: si scivola in quell'estasi e non importa se l'orizzonte non si vede». (GUSTAV FLAUBERT, Madame Bovary)
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